“Frida” di Julie Taymor è stato proiettato il 23 settembre nell’ambito della rassegna “Frida e il cinema messicano” che si tiene dal 23 Settembre sino al 21 Ottobre 2014 al cinema SIVORI – Salita Santa Caterina 12 - proiezione unica serale ore 20.30. Per la programmazione completa: www.circuitocinemagenova.com.

Se ci chiediamo se “Frida”, di Julie Taymor sappia raccontare la storia l’arte e gli amori di Frida Kahlo in modo corretto, aderente al vero, approfondito e così via, la risposta non può che essere negativa. Non occorre essere specialisti: basta documentarsi un po’, leggere qualche biografia –o qualche pagina del catalogo della mostra- per rendersene conto. Gli errori sono quasi in ogni fotogramma, da quelli fatti per esigenze di sceneggiatura, agli errori meno veniali dovuti a superficialità narrativa o a ignoranza. Ma siamo sicuri che la questione sia davvero questa? È così importante la verosimiglianza, quando si tratta di un’opera di fiction e non di un documentario filologico? E soprattutto. Che cosa è realmente importante in un film hollywoodiano come questo, zeppo di superstar (da Salma Hayek monocigliata, a Alfred Molina gigantesco, da Ashley Judd fotografa tanguera, ad Antonio Banderas rivoluzionario da cartolina, per tacere della nostra Valeria Golino, una Lupe un po’ sopra le righe), di colori messicani, di scenografie faraoniche ed evidentemente molto costose? Una risposta possibile risiede nella sincerità. E al di là di tutto, questa “Frida” trasuda sincerità e amore per il personaggio, ammirazione sconfinata e passione vera.

Quando uscì, nel 2002, per forte volere di Salma Hayek, che si era contesa la parte con Madonna e J.Lo, la storia di Frida Kahlo, di Diego Rivera e la grandezza assoluta della loro arte non erano così note come lo sono adesso. Questo film ha contribuito, pur con tutti i suoi palesi limiti, a riempire mostre e musei, e a consolidare quel mito di Frida, che non fa che crescere man mano che passa il tempo. Basta leggere le recensioni del pubblico sui siti specializzati, o i commenti su Facebook: per le donne, in particolare, è anche attraverso la trasposizione cinematografica (e quella struggente colonna sonora), che Frida è diventata un simbolo, un esempio di carattere, determinazione e passionalità. Perché, attraverso lo schermo, è più facile e immediata l’immedesimazione, e così la sofferenza fisica, la solitudine, la capacità di reagire a scherzi (e scontri) del destino, rivelano un modello a cui far riferimento, in un mondo –almeno per le donne- non molto più facile da vivere di quello di Frida.

E quindi cosa importa se sono evidenti sviste biografiche, se la mano è andata pesante sui love affairs e sul gossip, se tutti i protagonisti appaiono un po’ troppo patinati. Il cuore del film pulsa sincero, ancora oggi la sua colonna sonora è sottofondo di confidenze tra giovani donne, e se molte bambine si chiamano Frida, come un augurio e un dono, il merito è anche di Salma Hayek.

Rimane un dubbio. Se alla vera Frida sarebbe piaciuto, non è dato saperlo. Certo l’avrebbe inorgoglita la notizia della lotta tra dive per interpretare il suo personaggio, ma per il resto probabilmente l’avrebbe trovato inguaribilmente ingenuo e parziale. D’altronde, una come lei, un film su se stessa, avrebbe voluto girarselo da sola.

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FRIDA

Diretto da Julie Taymor; scritto da Clancy Sigal, Diane Lake, Gregory Nava e Anna Thomas, basato sul libro biografico di Hayden Herrera; direttore della fotografia, Rodrigo Prieto; colonna sonora di Elliot Goldenthal; prodotto da Sarah Green, Salma Hayek, Jay Polstein, Lizz Speed, Nancy Hardin, Lindsay Flickinger e Roberto Sneider; realizzato da Miramax Films. Durata: 122 minuti.

CON: Salma Hayek (Frida Kahlo), Alfred Molina (Diego Rivera), Geoffrey Rush (Leon Trotsky), Ashley Judd (Tina Modotti), Antonio Banderas (David Alfaro Siqueiros), Edward Norton (Nelson Rockefeller), Valeria Golino (Lupe Marin), Mia Maestro (Cristina Kahlo), Roger Rees (Guillermo Kahlo), Patricia Reyes Spindola (Matilde Kahlo).